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Prepararsi all’alaggio: tutti gli accorgimenti per un’operazione sicura e organizzata

Con la fine della stagione nautica arriva il momento di programmare l’alaggio e il successivo rimessaggio dell’imbarcazione.

Un’operazione di alaggio richiede però una corretta preparazione. Arrivare in cantiere con la barca pronta significa ridurre i tempi di movimentazione, evitare imprevisti e consentire agli operatori di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza.

Ecco gli principali accorgimenti che ogni armatore dovrebbe verificare prima dell’alaggio.

1. Concordare preventivamente la data dell’alaggio

Il primo passo è programmare con il cantiere:

  • data e orario dell’alaggio;
  • dimensioni e caratteristiche dell’imbarcazione;
  • peso indicativo;
  • posizione delle prese di sollevamento, se già conosciute;
  • eventuale presenza di invaso o carrello dedicato;
  • periodo previsto di permanenza a terra;
  • eventuali lavori da eseguire dopo l’alaggio.

Una corretta programmazione consente al cantiere di predisporre per tempo personale, attrezzature e area di lavoro.

Quali sono i segnali da osservare?

Il segnale più noto è la presenza di piccole bolle o rigonfiamenti sul gelcoat, soprattutto nella parte dello scafo che rimane al di sotto della linea di galleggiamento.

Possono inoltre comparire:

  • irregolarità sulla superficie della carena;
  • piccole crepe o alterazioni del gelcoat;
  • zone in cui il rivestimento appare sollevato;
  • livelli di umidità anomali nel laminato;
  • blister isolati o distribuiti su aree più estese.

È importante, però, non arrivare a conclusioni affrettate. Non tutte le bolle presenti sulla carena sono necessariamente riconducibili all’osmosi e la sola osservazione esterna non permette di stabilire con precisione la natura e la profondità del problema. Per questo motivo, in presenza di anomalie, è sempre consigliabile richiedere un controllo tecnico.

Perché intervenire in tempo?

L’osmosi è un fenomeno progressivo. Nelle fasi iniziali può interessare soltanto il gelcoat o una porzione superficiale del laminato, mentre nei casi più avanzati può estendersi più in profondità.

Individuare il problema in anticipo consente di:

  • verificare l’effettiva estensione delle aree interessate;
  • distinguere un’anomalia superficiale da un problema più profondo;
  • programmare il trattamento più adatto;
  • evitare che l’umidità continui a compromettere il laminato;
  • proteggere nel tempo l’integrità e il valore dell’imbarcazione.

Rimandare il controllo può trasformare un intervento localizzato in un lavoro più complesso. Agire tempestivamente, invece, permette di pianificare le operazioni con maggiore precisione e senza la fretta tipica dell’inizio della nuova stagione.

2. Verificare che l’imbarcazione sia pronta per la movimentazione

Prima di arrivare all’area di alaggio è importante verificare che non vi siano elementi che possano interferire con le operazioni.

È consigliabile:

  • rimuovere o mettere in sicurezza oggetti sporgenti;
  • chiudere correttamente portelli, gavoni e accessi;
  • assicurarsi che eventuali tendalini siano abbassati o rimossi;
  • mettere in sicurezza antenne, parabole o altre apparecchiature esposte;
  • rimuovere eventuali oggetti mobili presenti sul ponte;
  • verificare che cime e cavi non siano lasciati liberi di interferire con la movimentazione.

Ogni elemento non correttamente fissato può rappresentare un rischio durante le operazioni.

3. Liberare la barca dagli oggetti personali

Prima dell’alaggio è consigliabile rimuovere dalla barca gli oggetti personali e tutto ciò che non è necessario lasciare a bordo.

Particolare attenzione va prestata a:

  • attrezzatura subacquea;
  • tender e relativi accessori;
  • giochi nautici;
  • SUP e kayak;
  • bombole;
  • utensili;
  • materiali facilmente deteriorabili;
  • oggetti di valore.

La riduzione del materiale presente a bordo facilita inoltre eventuali interventi di manutenzione e pulizia.

4. Controllare il pescaggio e la configurazione dell’imbarcazione

Prima dell’alaggio è importante comunicare al cantiere eventuali caratteristiche particolari dell’imbarcazione.

In particolare:

  • pescaggio;
  • posizione e dimensioni della chiglia;
  • presenza di bulbo;
  • posizione delle eliche;
  • timoni;
  • prese a mare;
  • appendici;
  • eventuali stabilizzatori;
  • configurazione dei catamarani e delle imbarcazioni multiscafi.

Per i catamarani è particolarmente importante verificare preventivamente la configurazione dell’invasatura e i punti di appoggio.

5. Preparare la sala macchine

Prima dell’alaggio è opportuno verificare che la sala macchine sia accessibile e che gli operatori possano effettuare le attività necessarie.

È consigliabile:

  • verificare eventuali perdite di olio o carburante;
  • segnalare eventuali anomalie già conosciute;
  • verificare lo stato delle batterie;
  • indicare la posizione degli interruttori principali;
  • segnalare eventuali sistemi particolari presenti a bordo.

Se sono previsti interventi sui motori, è utile predisporre preventivamente una lista delle attività richieste.

6. Prestare attenzione alle prese a mare e agli impianti

Prima dell’alaggio è importante conoscere la posizione delle principali prese a mare e degli scarichi.

L’armatore dovrebbe segnalare al cantiere eventuali:

  • prese a mare;
  • scarichi;
  • trasduttori;
  • sensori;
  • log e strumenti installati sullo scafo;
  • passaggi attraverso lo scafo;
  • apparecchiature particolari.

Queste informazioni sono particolarmente importanti durante il posizionamento dell’imbarcazione sull’invaso.

7. Per le barche a vela: preparare albero e attrezzatura

Per le imbarcazioni a vela deve essere verificato preventivamente se l’albero dovrà essere mantenuto a bordo oppure rimosso.

Occorre concordare con il cantiere:

  • eventuale disalberamento;
  • rimozione del boma;
  • gestione delle vele;
  • sistemazione delle drizze;
  • gestione delle sartie;
  • eventuale deposito dell’albero;
  • eventuale deposito delle vele.

Se è previsto il disalberamento, l’operazione deve essere programmata separatamente e preparata con adeguato anticipo.

8. Preparare il tender e le attrezzature esterne

Se il tender viene lasciato a bordo, occorre verificare preventivamente se la sua posizione è compatibile con le operazioni di movimentazione.

È inoltre consigliabile rimuovere o mettere in sicurezza:

  • attrezzature fissate all’esterno.
  • motore fuoribordo del tender, quando necessario;
  • passerelle;
  • scalette;
  • supporti;
  • parabordi;
  • cime;
  • coperture;

9. Segnalare preventivamente eventuali anomalie

L’armatore dovrebbe comunicare al cantiere qualsiasi problema già conosciuto.

Ad esempio:

  • infiltrazioni;
  • danni allo scafo;
  • problemi ai motori;
  • problemi elettrici;
  • anomalie all’impianto idraulico;
  • difficoltà di avviamento;
  • problemi alle pompe;
  • danni a eliche o timoni;
  • precedenti urti o incagli.

Informazioni complete consentono al personale di prepararsi adeguatamente e di evitare sorprese durante le operazioni.

10. Preparare una lista dei lavori

L’alaggio rappresenta spesso il momento ideale per programmare gli interventi di manutenzione.

Prima dell’ingresso in cantiere è quindi utile preparare una lista delle attività desiderate, ad esempio:

  • lavaggio carena;
  • pulizia e trattamento della carena;
  • controllo e sostituzione zinchi;
  • controllo eliche;
  • controllo assi;
  • controllo timoni;
  • controllo prese a mare;
  • controllo trasduttori;
  • carteggiatura;
  • applicazione antivegetativa;
  • lucidatura;
  • manutenzione motori;
  • manutenzione impianti;
  • riparazioni della vetroresina;
  • manutenzione teak;
  • controlli e lavorazioni sulle appendici.

Una lista chiara permette al cantiere di organizzare le attività e predisporre preventivi più precisi.

11. Indicare chiaramente le priorità

Non tutti gli interventi hanno la stessa urgenza.

È utile distinguere tra:

Lavori necessari
Interventi indispensabili per sicurezza, funzionamento o conservazione dell’imbarcazione.

Lavori programmati
Attività di manutenzione ordinaria da eseguire durante il periodo a terra.

Lavori opzionali
Interventi estetici o migliorativi che possono essere valutati successivamente.

Questa semplice distinzione aiuta a mantenere sotto controllo tempi e costi.

12. Organizzare documentazione e autorizzazioni

Prima dell’alaggio è importante assicurarsi che la documentazione necessaria sia stata completata.

Il cantiere deve poter verificare:

  • contratto di servizio;
  • eventuale preventivo accettato;
  • autorizzazioni necessarie;
  • dati dell’imbarcazione;
  • eventuali deleghe;
  • riferimenti dell’armatore o del responsabile a bordo.

La documentazione deve essere definita prima dell’inizio delle attività operative.

13. Arrivare con il serbatoio e le utenze nelle condizioni concordate

La gestione di carburante, acqua e batterie deve essere concordata con il cantiere in relazione alle attività previste.

In particolare, è opportuno comunicare:

  • quantità indicativa di carburante;
  • livello dell’acqua;
  • stato delle batterie;
  • eventuali esigenze di alimentazione elettrica;
  • necessità di mantenere attivi determinati impianti.

Non esiste una configurazione identica per tutte le imbarcazioni: le condizioni devono essere valutate in funzione del tipo di barca e delle lavorazioni previste.

14. Lasciare al cantiere tutte le informazioni utili

Quando l’armatore non sarà presente durante le lavorazioni, è fondamentale lasciare un riferimento chiaro.

È consigliabile fornire:

  • numero di telefono;
  • e-mail;
  • nominativo della persona autorizzata a prendere decisioni;
  • eventuali indicazioni operative;
  • elenco dei lavori richiesti;
  • eventuali limiti di spesa concordati.

In questo modo eventuali imprevisti possono essere gestiti rapidamente senza bloccare le attività.

Il giorno dell’alaggio

Prima della movimentazione, è importante seguire le indicazioni del personale del cantiere.

L’equipaggio deve:

  • liberare le aree interessate dalle operazioni;
  • seguire le indicazioni degli operatori;
  • non sostare nelle zone di movimentazione;
  • non intervenire autonomamente sulle attrezzature di sollevamento;
  • verificare che non vi siano cime o cavi in posizione pericolosa;
  • comunicare immediatamente eventuali anomalie.

Le operazioni di sollevamento devono essere effettuate esclusivamente dal personale incaricato e secondo le procedure previste dal cantiere.

Dopo l’alaggio: il momento giusto per controllare la carena

Una volta che l’imbarcazione è a terra, lo scafo diventa finalmente ispezionabile nella sua interezza.

È quindi il momento ideale per verificare:

  • stato dell’antivegetativa;
  • presenza di osmosi o anomalie superficiali;
  • condizioni della vetroresina;
  • prese a mare;
  • scarichi;
  • zinchi;
  • eliche;
  • asse portaelica;
  • tenute;
  • timoni;
  • boccole;
  • trasduttori;
  • eventuali danni precedentemente non visibili.

Una prima ispezione consente di individuare tempestivamente eventuali interventi aggiuntivi da programmare.

Una buona preparazione fa la differenza

L’alaggio non dovrebbe essere considerato semplicemente come il momento in cui la barca viene sollevata dall’acqua.
È l’inizio di un periodo di manutenzione durante il quale l’imbarcazione può essere controllata, pulita, protetta e preparata per la stagione successiva.

Programmare con anticipo significa lavorare meglio, ridurre i tempi di fermo e affrontare la manutenzione con maggiore organizzazione.

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